Notino e i summer black friday

Dai primi di luglio al via i saldi estivi e molte aziende organizzano vere e proprie settimane di sconti, denominate “Summer Black friday” Ragazze siete pronte a cercare la migliore offerta? A cercare l’occasione perfetta, tanto sospirata. Ma facciamo un salto indietro e vediamo da dove arriva questa tradizione.
Le prime leggi che interessano le vendite straordinarie risalgono al periodo fascista.
Una legge approvata il 2 giugno 1939 introduceva infatti per la prima volta le due categorie delle “vendite straordinarie” e delle “vendite di liquidazione”, ambedue definite “forme di vendita al pubblico con le quali un commerciante cerca di esitare in breve tempo tutte le proprie merci o gran parte di esse, presentando al pubblico la vendita come occasione particolarmente favorevole”.
Le merci che potevano essere vendute nelle “vendite straordinarie” erano soprattutto i capi di abbigliamento, dato che erano considerati “prodotti di carattere stagionale suscettibili di notevole deprezzamento se non vengono esitati durante una certa stagione o entro un breve periodo di tempo”.
Come avviene oggi, i prezzi dovevano essere indicati chiaramente sulla merce e non potevano essere modificati durante il periodo della vendita straordinaria. A differenza di quanto avverrà in seguito, però, i commercianti potevano scegliere liberamente il periodo dell’anno in cui fare le vendite straordinarie.
Ma queste vendite a prezzi ribassati erano di fatto scoraggiate, dato che imponevano al commerciante una trafila burocratica che includeva la presentazione di una domanda e l’approvazione da parte della corporazione locale (le associazioni sotto il controllo ultimo del governo intorno a cui ruotava il progetto economico del fascismo).
Nel 1944, dopo la caduta del regime fascista, nelle parti dell’Italia liberata le corporazioni vennero abolite e i loro poteri vennero interamente trasferiti alle Camere di commercio, industria e agricoltura (una per ogni capoluogo) e agli Uffici provinciali del commercio e dell’industria, ma venne rimandato un altro decreto legislativo che rimettesse ordine nella materia. Il primo disegno di legge nazionale che si occupò di nuovo della questione fu presentato nel luglio del 1979 da alcuni deputati democristiani. Con la presente proposta di legge si tendeva, moralizzando il mercato, ad eliminare quelle abnormi forme di vendita che, facendo leva sulla credulità, impedendo un corretto sviluppo di una sana e leale concorrenza, base del nostro sistema economico.
Questo principio è stato ripetuto molto spesso dai legislatori, che hanno presentato le regolamentazioni in materia di saldi come un modo di tutelare il consumatore dalla pubblicità ingannevole e dai commercianti disonesti, che presentano falsi ribassi di prezzo. Il progetto di legge e la sua impostazione piacquero da subito a tutte le forze politiche e diventarono legge molto rapidamente (legge 19 marzo 1980, n. 80).
In realtà la legge ripeteva, nella sostanza, la normativa in vigore durante il fascismo, con la distinzione tra vendite fallimentari da limitare ai casi di cessazione dell’attività da una parte e “vendite straordinarie per fine stagione, dette anche ‘saldi stagionali’” dall’altra. Con la legge del 1980, le Camere di commercio stabilivano i periodi dell’anno, al massimo due, in cui si potevano tenere i saldi, che non potevano durare più di quattro settimane.
Le merci in saldo dovevano essere indicate chiaramente e separate dalle altre.
La pubblicità non poteva essere “ingannevole” e il venditore aveva l’obbligo di dimostrare, in caso di controlli, che aveva effettivamente fatto gli sconti promessi rispetto ai prezzi precedenti. Non ci potevano essere limiti ai capi in sconto che si potevano comprare né abbinamenti obbligatori con altri oggetti da comprare per avere lo sconto. Gran parte di queste limitazioni e precisazioni sono in vigore ancora oggi. Qualche altra modifica arrivò dieci anni dopo, con la legge 12 aprile 1991, n. 130. I periodi dell’anno vennero unificati in tutta Italia e non più lasciati alla decisione delle Camere di commercio: dal 7 gennaio al 7 marzo e dal 10 luglio al 10 settembre.
Fuori da questo periodo di tempo erano possibili solo “vendite promozionali”, vietate per l’abbigliamento nel periodo dei saldi e nei 40 giorni precedenti. Nel 1998 si intervenne ancora sulle date, stabilendo che fossero le singole regioni a decidere quando poter iniziare i saldi. La celebre e molto discussa riforma del titolo V della Costituzione italiana, quella che nel 2001 ha dato diversi poteri alle regioni, ha anche consegnato loro quasi interamente anche la materia della legislazione in fatto di commercio.
Sulla data d’inizio ci sono spesso motivi per piccole polemiche o scontri tra le autorità locali, dato che in passato, quando una regione ha deciso una partenza anticipata, le zone vicine si sono lamentate per la “concorrenza sleale”.
Ad ogni modo, i saldi non esistono solo in Italia: molti paesi europei stabiliscono legislazioni particolari per le vendite promozionali.
Ma oggi c’è un ulteriore sviluppo nella storia dei saldi che ormai da anni si svolgono sul web.
Tanti siti organizzano delle vere e proprie settimane di sconti.
Su Notino la settimana va dal 19 al 25 luglio con il Summer black friday.
In questo periodo si possono acquistare i prodotti dei marchi TOP con lo sconto del 20%, basta inserire il codice summer nel carrello.

Author: Noemi Guerriero

Ciao. Sono Noemi Guerriero. Ho venticinque anni. Diplomata in lingue. Amo viaggiare. Vivo tra Napoli e Milano. Sono una blogger. Amo la moda, i viaggi e la fotografia. Tutto ciò che è fashion. Ho due bassotti. Seguo gli eventi dedicati alla moda. E racconto sul blog e sui social i miei viaggi e le location più belle. Sono presente su Instagram (@noemicooper) Seguitemi

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