E’ marzo, viva le donne

Marzo è il mese della donna. Celebrata dappertutto, anche sul sito di Notino.
Donna è nascita, rinascita ma anche tanta sofferenza. In questo momento infatti tante donne soffrono per guerre e maltrattamenti. Quindi la festa della donna che si celebra l’8 marzo dovrebbe essere estesa a tutto il mese e la donna dovrebbe essere celebrata e protetta sempre. La festa della donna d’altronde è nata proprio per ricordare il sacrificio di alcune donne e non per uscire a fare baldoria una volta l’anno tra donne. Vi faccio un breve cenno sulle origini della festa della donna per farvi capire il significato profondo che anche in questo momento è attualissimo.
Si celebra oggi, martedì 8 marzo, la festa della donna.

Quella di “festa”, tuttavia, non è propriamente la denominazione corretta: l’8 marzo, infatti, è riconosciuto ufficialmente come Giornata internazionale della donna, una definizione che vuole sottolinearne gli aspetti sociali a scapito di quelli meramente mondana.
Celebrata ogni anno in Italia e in molti altri Paesi, vuole ricordare le conquiste sociali e le discriminazioni di cui è stato ed è ancora oggetto il genere Marzo è il mese della donna. Donna è nascita, rinascita ma anche tanta sofferenza. In questo momento infatti tante donne soffrono per guerre e maltrattamenti.
Quindi la festa della donna che si celebra l’8 marzo dovrebbe essere estesa a tutto il mese e la donna dovrebbe essere celebrata e protetta sempre.

La festa della donna d’altronde è nata proprio per ricordare il sacrificio di alcune donne e non per uscire a fare baldoria una volta l’anno tra donne. Vi faccio un breve cenno sulle origini della festa della donna per farvi capire il significato profondo che anche in questo momento è attualissimo.
Si celebra oggi, martedì 8 marzo, la festa della donna. Quella di “festa”, tuttavia, non è propriamente la denominazione corretta: l’8 marzo, infatti, è riconosciuto ufficialmente come Giornata internazionale della donna, una definizione che vuole sottolinearne gli aspetti sociali a scapito di quelli meramente mondana.
Celebrata ogni anno in Italia e in molti altri Paesi, vuole ricordare le conquiste sociali e le discriminazioni di cui è stato ed è ancora oggetto il genere femminile Quella di “festa”, tuttavia, non è propriamente la denominazione corretta: l’8 marzo, infatti, è riconosciuto ufficialmente come Giornata internazionale della donna, una definizione che vuole sottolinearne gli aspetti sociali a scapito di quelli meramente mondani.
Tale giornata è stata istituita per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche raggiunte dalle donne, ma anche le discriminazioni di cui sono state e sono ancora oggetto nel mondo.

La prima Giornata Nazionale della donna venne celebrata il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti per iniziativa del Partito Socialista Americano, che scelse questa data in memoria dello sciopero di migliaia di camiciaie newyorkesi che, l’anno prima, avevano rivendicato con forza migliori condizioni di lavoro. L’anno seguente la ricorrenza venne introdotta anche in Europa sotto l’impulso dell’Internazionale Socialista, che, durante lo svolgimento del congresso di Copenhagen, decise di istituire la Giornata internazionale della donna per promuoverne i loro diritti e per sostenere la campagna in favore del suffragio universale. In quel momento, seguendo il modello statunitense, la sua celebrazione venne fissata l’ultima domenica di febbraio. Austria, Danimarca, Germania e Svizzera, nel 1911, furono i Primi Paesi del vecchio continente a celebrare tale giornata.

La festa della donna in Italia ha la mimosa come simbolo In Italia la prima Giornata internazionale della donna è stata festeggiata il 22 marzo 1922. Soltanto nel 1946, su proposta di Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei, è stata invece individuata la mimosa come suo simbolo ufficiale. Una scelta che si deve alla stagione di fioritura di questo fiore, che avviene sempre nei primi giorni di marzo, e ai suoi costi, abbastanza contenuti. Il giallo, inoltre, è il colore che rappresenta il passaggio dalla morte alla vita, diventando così metafora delle donne che si sono battute per l’uguaglianza di genere. Nel 1914 si celebrò per la prima volta la festa della donna l’8 marzo. Una scelta forse casuale, visto che si trattava di una domenica.

Esattamente tre anni dopo, a San Pietroburgo, le donne protestarono per chiedere a gran voce la fine della guerra: fu quella una delle prime manifestazioni della cosiddetta “rivoluzione di febbraio” (secondo il calendario giuliano, allora in vigore in Russia, avvenne infatti il 23 febbraio), seguita quattro giorni dopo dalla caduta dello zar. Il governo provvisorio che nacque concesse alle donne il diritto di voto. Dopo la rivoluzione bolsevica, fu Vladimir Lenin a istituire l’8 marzo come festività ufficiale. Nel corso degli anni, tuttavia, si sono diffuse alcune leggende sulla nascita della festa della donna. Tra queste, quella secondo cui sarebbe stata istituita per ricordare un incendio che uccise centinaia di operaie in una fabbrica di camicie a New York l’8 marzo 1909: incendio che, in realtà, non ci fu mai, a differenza di quello che causò 140 vittime il 25 marzo 1911. Secondo un’altra leggenda, la Giornata internazionale della donna sarebbe invece nata per ricordare la dura repressione di una manifestazione sindacale di operaie tessili organizzata sempre a New York nel 1857.

Quella di “festa”, tuttavia, non è propriamente la denominazione corretta: l’8 marzo, infatti, è riconosciuto ufficialmente come Giornata internazionale della donna, una definizione che vuole sottolinearne gli aspetti sociali a scapito di quelli meramente mondani. Tale giornata è stata istituita per ricordare le conquiste sociali, economiche e politiche raggiunte dalle donne, ma anche le discriminazioni di cui sono state e sono ancora oggetto nel mondo. La prima Giornata Nazionale della donna venne celebrata il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti per iniziativa del Partito Socialista Americano, che scelse questa data in memoria dello sciopero di migliaia di camiciaie newyorkesi che, l’anno prima, avevano rivendicato con forza migliori condizioni di lavoro.
L’anno seguente la ricorrenza venne introdotta anche in Europa sotto l’impulso dell’Internazionale Socialista, che, durante lo svolgimento del congresso di Copenhagen, decise di istituire la Giornata internazionale della donna per promuoverne i loro diritti e per sostenere la campagna in favore del suffragio universale. In quel momento, seguendo il modello statunitense, la sua celebrazione venne fissata l’ultima domenica di febbraio. Austria, Danimarca, Germania e Svizzera, nel 1911, furono i Primi Paesi del vecchio continente a celebrare tale giornata.

La festa della donna in Italia ha la mimosa come simbolo In Italia la prima Giornata internazionale della donna è stata festeggiata il 22 marzo 1922. Soltanto nel 1946, su proposta di Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei, è stata invece individuata la mimosa come suo simbolo ufficiale. Una scelta che si deve alla stagione di fioritura di questo fiore, che avviene sempre nei primi giorni di marzo, e ai suoi costi, abbastanza contenuti.
Il giallo, inoltre, è il colore che rappresenta il passaggio dalla morte alla vita, diventando così metafora delle donne che si sono battute per l’uguaglianza di genere. Nel 1914 si celebrò per la prima volta la festa della donna l’8 marzo.
Una scelta forse casuale, visto che si trattava di una domenica.

Esattamente tre anni dopo, a San Pietroburgo, le donne protestarono per chiedere a gran voce la fine della guerra: fu quella una delle prime manifestazioni della cosiddetta “rivoluzione di febbraio” (secondo il calendario giuliano, allora in vigore in Russia, avvenne infatti il 23 febbraio), seguita quattro giorni dopo dalla caduta dello zar. Il governo provvisorio che nacque concesse alle donne il diritto di voto. Dopo la rivoluzione bolsevica, fu Vladimir Lenin a istituire l’8 marzo come festività ufficiale.
Nel corso degli anni, tuttavia, si sono diffuse alcune leggende sulla nascita della festa della donna.
Tra queste, quella secondo cui sarebbe stata istituita per ricordare un incendio che uccise centinaia di operaie in una fabbrica di camicie a New York l’8 marzo 1909: incendio che, in realtà, non ci fu mai, a differenza di quello che causò 140 vittime il 25 marzo 1911.

Secondo un’altra leggenda, la Giornata internazionale della donna sarebbe invece nata per ricordare la dura repressione di una manifestazione sindacale di operaie tessili organizzata sempre a New York nel 1857. È importante conoscere la storia per dare il giusto significato a questa giornata e per dare la possibilità a tante donne che soffrono di avere tutele adeguate.
Ora però per stemperare un po’ e alleggerire gli argomenti vi parlo delle coccole che faccio a me stessa per questo mese di primavera che segna l’inizio delle cure della pelle in vista dell’estate.
Quindi un latte corpo che nutre la pelle dopo la doccia e delle maschere labbra/viso per prepararsi all’esposizione ai primi raggi di sole.

Author: Noemi Guerriero

Ciao. Sono Noemi Guerriero. Ho venticinque anni. Diplomata in lingue. Amo viaggiare. Vivo tra Napoli e Milano. Sono una blogger. Amo la moda, i viaggi e la fotografia. Tutto ciò che è fashion. Ho due bassotti. Seguo gli eventi dedicati alla moda. E racconto sul blog e sui social i miei viaggi e le location più belle. Sono presente su Instagram (@noemicooper) Seguitemi

Share This Post On
468 ad

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.